ORATORIO DELLA SS. TRINITÀ NEL PALAZZO VESCOVILE

FINE DELLA SEZIONE
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Fu realizzato da Ivan Vurnik (Lubiana, 1884-1971) entro il secondo decennio del XX secolo, come testimoniano due quadri nei locali contigui, con l'Annunciazione e con Sant'Andrea, dipinti nel 1914 dalla moglie Helena Vurnik. L'impianto segue come espressione la wiener Secession, giuocando semanticamente sull'immaterialità spirituale di Dio Padre e degli angeli, affogati nello sfondo, e sulla corporeità di Gesù Cristo crocifisso, il tutto in un impasto cromatico tra l'indaco e l'oro. L'ambiente è coperto da una cupola rivestita a mosaico di tessere poligonali in pasta vitrea. A sinistra dell'altare è ricavata la sede in legno, con al di sopra lo stemma del vescovo Andrea Karlin (1911-1919) - committente dell'opera - il cui motto recita «In te Domine speravi». Fuori contesto le colonne a capitelli corinzi della sala e del vano sinistro, dubitativamente ascrivibili ai coniugi Vurnik, ovvero a un'altra fase della realizzazione dell'ambiente.

annunciaziòx
Andrea

Confrontando i quadri di Helena Vurnik, in particolare l'oniricità eterea dell'Annunciazione, con l'arredo dell'oratorio, si è portati a concludere una partecipazione attiva della pittrice alla progettazione dell'arredo.

Nel campo della decorazione giova un parallelo tra il corredo proposto nell'oratorio della SS. Trinità e altre opere della stessa cultura, ad esempio le cornici della Via Crucis in S. Martino a Prosecco, realizzate dallo sloveno Ivan Pengov proprio in quegli anni, ovvero nel 1918. Della medesima cultura artistica sono le bancate presenti in quest'ultima chiesa.

Angeli
Angeli oranti nell'Oratorio SS. Trinità
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Ivan Pengov, cornice della Via
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Prosecco, S. Martino. Bancata
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Agli indici
Al capitolo precedente
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Cap1x
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DETTAGLI:
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