IL MANIERISMO DI SANTE PERANDA

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Nell'opera qui a sinistra si scopre una maniera ancora alimentata al Cinquecento veneto, sia pure maturata nella leggerezza e virtuosismo linearistico; è il Miracolo della dracma di Sante Peranda (1566-1638), quadro conservato nella chiesa Beata Vergine del Rosario. L'accorto uso delle tinte mediane sfumate concorre assieme al ductus fluido e lieve a trasmettere sensazioni di immaterica pacatezza.

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La seconda opera di Sante Peranda qui in esame ci porta in uno scrigno di raffinatezza ideale qual è la cappella S. Giuseppe nella Cattedrale. Si tratta della pala d'altare con lo Sposalizio della Vergine, ove è possibile riammirare la giustapposizione di una vasta gamma di tinte, che sfumando ottengono il carattere vivace dei soggetti, ove l'espressività prevale sulla solennità sacrale.

La cappella S. Giuseppe di S. Giusto riserva ancora un ciclo di spettacolare eleganza, con scene del santo affrescaate nel primo Settecento da Giulio Quaglio.

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